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Breve commento al capitolo "Lutto e melanconia" di S. Freud

Riletto l’importante capitolo “lutto e melanconia” Diversamente dal lutto, l’oggetto perduto nella melanconia non è propriamente perduto:  è perduta, ma solo in larga parte, la speranza o l’illusione che il soggetto si era fatto rispetto all’altro amato.   O meglio ancora:  ciò che rimane è la risulta di quella perdita,  una delusione ancora irrisolta; che ha preso istanza in una parte dell’io, identificatosi con quella speranza/illusione che si era rivolta a quell’altro amato, tanto da assumerne poi alcune modi di fare, alcuni atteggiamenti;  il soggetto nella melanconia,  tenta ancora, in fondo,  di salvarlo e salvarla, nonostante tutto;  contemporaneamente  la rabbia, la rivolta, la delusione, di quella parte dell’io,  riceve autocommiserazione dall’io stesso, che si critica e si denigra,   ma è quell’altro che lo ha deluso, che ha meritato tutto il suo disprezzo e la sua muta rabbia, ad essere il vero bersaglio....

Strage di Orlando: terrorista islamico e omofobo?

Strage di Orlando: terrorista islamico e omofobo? Troppo comodo, non c'è bisogno di avere la tessera dell'ISIS per scatenare il terrore; se metto in relazione gli elementi finora resi pubblici, lo stragista di Orlando mi pare corrispondere maggiormente al gay represso, che non si può permettere di agire, data la censura religiosa (islamica) e famigliare, e non sopporta che ci siano quelli che invece si permettono di gozzovigliare pubblicamente, senza patemi. In sostanza si tratta di invidia, ma al fondo tutto parte dalla misoginia,  dall'odio per la differenza sessuale (le botte alla moglie del suo un matrimonio lampo);  è probabile che per un po', come tanti, ha lavorato di immaginazione,  poi non si è più accontentato della fantasia ed è passato all'atto; con la religione islamica e  l’ISIS  come ispirazione e giustificazione culturale. PS: Avevo scritto questo breve pezzo due giorni fa, prima dell'aggiornamento sulle abitudini dello stragista (vedere link...

Amore della mamma

"Amore della mamma" é l'anello di congiunzione tra il catto-naturalismo alla Gandolfini/Adinolfi e le selvagge femministe anti-utero in affitto (loro mascherano con la difesa del corpo delle donne dagli attacchi del capitale) L' "amore della mamma" ha fatto stragi.

Il potere che diamo all'altro

"Chiunque faccia l’analista, o abbia occupato il posto di analizzante, sa che il compito più impervio è proprio quello di riconoscere, o di aiutare a riconoscere, la parte che si ha nell’attribuzione  di potere alle tirannie che si denunciano, e di cui ciascuno è imputabile. E sa quanto la psicopatologia  non sia che la “risulta” di una incompiutezza del giudizio." M. D. Contri "Nessuno può farti sentire infelice se tu non glielo consenti."  Franklin Delano Roosevelt citazione, che io fino ad oggi non conoscevo,  fatta dal mio cliente. Un'analisi che prima o poi entrasse nel merito della frase di Roosvelt, personalizzandola;  in cui il soggetto riconosce la teoria che orienta l'altro maltrattante e di cui lui si è fatto in qualche modo complice, sarebbe una buona analisi.

Modi di dire

A proposito dell'imputazione sull'atto dell'altro, il nevrotico, in special modo l'ossessivo, fa del modo di dire "ti concedo il beneficio del dubbio" uno stile di vita. 

Poliziotto buono poliziotto cattivo

Quando ci dicono: lo psicologo (o lo psicoanalista) dice.. andiamo a vedere le carte e non dimentichiamo di osservare CHI dice?  nome e cognome, poi sentite bene quello che ha da dire.  LA psicologia, così come LA psicanalisi,  non esiste. L’invito di Ferro (vedere l'articolo cliccando sul link sottostante) è ad abbandonare l’importanza dell’ancoraggio ai sessi,   anziché abbandonare quella teoria detta sessualità, ovvero l’astrazione dai sessi.   Dopo aver liquidato i sessi come “inessenziali” Ferro tenta di salvaguardare la differenza parlando di funzioni differenti,  a questo punto almeno potrebbe usare le categorie di attiva e passiva e invece peggiora le cose buttandola sulle funzioni paterna e materna;  legge e ordine della "babbità"  da una parte e  affetto e accoglienza della "mammità" dall’altra, come nel perfido gioco poliziotto buono poliziotto cattivo, che serve a stanare il delinquente,...
Melita Cavallo,  presidente del tribunale dei minori di Roma, durante una trasmissione in tv,  ad un certo punto afferma che nei casi di separazione, in cui si doveva decidere un affido esclusivo,  ha spesso affidato il figlio al padre piuttosto che alla madre aggiungendo che la "figura" paterna è importantissima.   Alla fine della trasmissione, sollecitata ad un giudizio sulla questione dell'affido a due genitori dello stesso sesso,  dichiara serafica che quello che conta è "l'amore" non il sesso dei genitori.  Qui torna buona la battuta di Giacomo Contri a proposito della "figura paterna": che brutta figura