Malati di Altro.
Qualche spunto riguardo all'avversione della cosiddetta antipsichiatria su certa terminologia medica, a proposito delle faccende della psiche. Parrebbe lo stesso tema che si affaccia a partire dalla battuta: da vicino nessuno è normale, battuta efficace che però conserva il termine normale. Anche se nessuno può intestarsi il titolo.
Ho la forte impressione che la conventio ad escludendum, portata avanti da alcuni, del termine "malattia" nell'ambito psichico, soffra del riduzionismo che vorrebbe combattere, un termine polisemico come malattia non necessariamente deve rientrare in una concezione meccanicistica, da medicina internistica; vero che la sovrapposizione tra medicina tradizionale e psichiatria può portare e ha indotto molti a non vedere il soggetto imputabile, in qualche modo, del suo problema; la psichiatria, soprattutto oggi, si ferma all'osservazione del sintomo e ora lo cura con il farmaco, non così la psicoanalisi, quella buona. Perché sarebbe sbagliato usare il termine malattia dello spirito ? Per il fatto di equivocare su cosa sia psiche, come altro dal cervello? Credo che chi vuole negare il soggetto, ovvero la libertà e imputabilità dei suoi atti o pensieri lo farebbe a prescindere che si usi o meno il termine il concetto di malattia psichica.
Sappiamo anche, a partire da Freud, che la psicoanalisi "spiega che i processi presunti concomitanti di natura somatica, costituiscono il vero e proprio psichico, che in virtù di ciò prescinde inizialmente dalla qualità della coscienza". Sarebbe quindi il corpo ad essere soggetto alla psiche, e quel quid in gioco tra organico e mentale, l'anello di congiunzione, rimane ancora qualcosa che sfugge, forse il vero mistero. La memoria inconscia sarebbe quindi inscritta nel corpo. Lacan rilevava che Freud ha fatto rientrare la psicologia nell'ambito della morale, egli stesso si riteneva freudiano e conservava l'assetto di Freud nel riferimento alla psicopatologia. Pathos richiama sofferenza, non tanto come sinonimo di dolore ma soprattutto come soggezione a.... Il paziente patisce ed è soggetto ai suoi sintomi e/o deliri o a quel reale che ridimensiona il desiderio oppure a quel desiderio che vorrebbe fare a meno del reale. Malattia significa discrimine tra star bene e star male significa che il sintomo di cui il soggetto è pur sempre protagonista e anche ciò che può impedirgli di vivere bene, con soddisfazione. Freud rimane legato giustamente al concetto di guarigione, specificando che un analisi “non ha certo il compito di rendere impossibili le reazioni morbose, ma piuttosto quello di creare per l’Io del malato la libertà di optare per una soluzione o per l’altra”.