Il diavolo e l'etimologia.

Ho sentito questa frase: "l'etimologia non serve a niente".
A pronunciarla è una persona che ha da anni la mia stima. 

Ho afferrato subito che intendeva sottolineare, con efficacia fulminea, che le parole che pronunciamo orientano le nostre vite individuali attraverso i significati che noi attualmente gli attribuiamo,  piuttosto che per come sono state concepite in origine.   Ed era certamente questo il senso che l'autore della frase voleva evidenziare.

Subito dopo però ho pensato che qualcosa che esiste non può non avere un briciolo di utilità;  fosse anche il diavolo,  preso dal verso "buono", credo che potrei farmene qualcosa.

Posto che esista ( personalmente ho ragione di ritenerlo ) , diviene pensabile la possibilità di rifiutare, con pervicacia invincibile, qualsiasi offerta di beneficio, tanto da "preferire" l'inferno.   Così da concludere che nemmeno il diavolo è un'animale, ovvero non ha istinto,  proprio per il fatto di essere imputabile del suo NO! a ricevere ciò che Domineiddio è disposto a offrirgli (1) : la colpa come il merito sono alternativi all'istinto. ( le iconografie sul diavolo caprone sono quindi furberie e tentativi di occultamento? )

L'etimologia mostra che qualcuno un giorno seppe nominare una certa realtà attribuendogli un determinato significato, il dare i nomi alle cose è un lavoro del pensiero,  privarsi del gusto di poter osservare questo lavoro sarebbe un peccato.

Andrea Gualandi

(1) <<“padre” è semplicemente uno dei due uomini quando si trova a essere stato fonte di beneficio per l’altro, in una asimmetria senza diseguaglianza:
 il parricidio è l’uccisione di questo rapporto (solo poche volte cola il sangue direttamente, il buon-papà e Babbo natale conseguono al parricidio) >> Giacomo Contri

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